Museo del paradosso: allestimento e mostra virtuale

Il project work, realizzato dagli allievi Chiara Cammarano, Esposito Annika, Esposito Teresa, Antonio Manzo, Daniela Merola, Annalisa Perriello, Maika Rapacciuolo durante il loro periodo di stage presso società Elea Congressi, riguarda la realizzazione di una mostra virtuale e di un allestimento fisico per la creazione di un "Museo del Paradosso".

visita il sito del Museo del Paradosso

Il "Museo del Paradosso", ideato dalla Fondazione Alario per Elea-Velia e Diogene Magazine, si configura come uno spazio espositivo reale e virtuale che illustra il tema del paradosso e della paradossalità spaziando dalla filosofia alla fisica, dall’archeologia alla storia, dalla letteratura alle arti visuali, alla musica e al teatro; un museo che trova ispirazione nel pensiero del filosofo Zenone e del suo maestro Parmenide che vissero nell'antica città di Elea fra il quinto e il quarto secolo avanti Cristo ed ha dunque un forte legame con il territorio.

Durante il percorso di stage, i 7 allievi partecipanti, guidati dai docenti Gaetano Russo, Maria Teresa Natale, Andrea Tempera, e assistiti dal tutor Aniello Rizzo hanno preso parte alle diverse fasi di realizzazione di un museo fisico e virtuale, passando dal design all'allestimento, dalla costruzione di mappe concettuali alla produzione di contenuti digitali e all'implementazione di una mostra virtuale, dalla promozione online alla produzione di occasioni di fruizione differenziata.

In particolare, dopo la pianificazione del lavoro, gli allievi hanno provveduto alla definizione dei ruoli e alla divisione di compiti e mansioni in base alle proprie capacità e competenze, attitudini e inclinazioni naturali, organizzando le modalità di gestione del progetto.

Per la realizzazione della mostra virtuale online, sviluppata con il software open source "Movio", è stato svolto il lavoro di ideazione e creazione dei contenuti culturali, con la digitalizzazione di testi e immagini e la produzione del materiale fotografico e audiovisivo necessario alla realizzazione del Museo virtuale. Con la dott.ssa Maria Teresa Natale, è stata quindi elaborata la mappa concettuale che ha consentito di definire la struttura organizzativa dei contenuti e, sotto la guida del dott. Andrea Tempera, è stato realizzato il sito web con le sue schede tecniche corredate di tabelle, immagini e video, link esterni e file multimediali.

I lavori per l'allestimento fisico del Museo sono stati realizzati sotto la guida del maestro Gaetano Russo, artista lucano docente presso l’Accademia di Belle Arti di Roma, che ha accompagnato gli allievi nell’ideazione e nella definizione del progetto di creazione dell'allestimento museale all’interno della Fondazione Alario e nella successiva fase di realizzazione dello stesso.

Le opere esposte provengono tutte da un concorso nazionale per le scuole che si intitola “Pensare per Paradossi” e vanta cinquanta iscritti all’edizione 2013-2014 e cento all’edizione 2014-2015.

Dopo l'esame e la catalogazione di tali opere è stato realizzato un database che permettesse di identificare i lavori pervenuti da un punto di vista tecnico, contenutistico e semantico.

Con l'ausilio di attrezzi di falegnameria/bricolage, sono state realizzate strutture espositive, ecocompatibili, rimovibili e non impattanti sull'ambiente: impalcature di sostegno e piccoli basamenti, pannelli e soprattutto dei telai in legno che fungessero da cornice per le opere esposte e nel contempo da supporto delle stesse. Si è poi provveduto al rivestimento delle strutture con il TNT (tessuto non tessuto) e al montaggio nei luoghi stabiliti per le installazioni.

Sono state quindi sistemate le installazioni che accompagnano il visitatore in un percorso dinamico attraverso diversi spazi della struttura della Fondazione Alario: nel giardino, le prime installazioni all’ombra della statua di Parmenide invitano il turista a bussare al portone dell’ex masseria e, una volta varcata la soglia, ad immergersi in uno spazio surreale in cui è la luce l’unica ed indiscussa protagonista. Lo sguardo del visitatore è guidato dalla luce delle fiaccole all’ingresso ed indirizzato immediatamente verso la facciata del cortile interno, sulla quale è proiettata una successione di scatti fotografici delle opere che, via via, si possono osservare nel corso della visita. Immerso in una dimensione onirica fatta di giochi di luci e riproduzioni audio-visive, il visitatore può continuare il suo percorso, ma non senza aver dato prima uno sguardo alle sculture del cortile interno e alle opere posizionate in terra a mo’ di frammenti che si disperdono nello spazio in modo solo apparentemente casuale, quasi a voler simboleggiare la rottura paradossale di ogni ordinario equilibrio. Infine, nel percorso in salita lungo le scale il visitatore potrà contemplare opere in sospensione e quadri sorretti da strutture che si mimetizzano nell’oscurità dello spazio.

In aggiunta è stato realizzato un video da proiettare sulle architetture della fondazione: una successione di brevi video e immagini di backstage, finalizzata al racconto della storia dell’allestimento, a partire dalla sua ideazione e nella sua progressiva realizzazione. Necessario al montaggio del video è stato il lavoro di creazione di contenuti, di documentazione fotografica e realizzazione di filmati per un’adeguata ricostruzione dell’attività e degli obiettivi di lavoro. Infine, è stata creata una pagina Facebook del “Museo del Paradosso” come strumento di promozione del museo e delle attività ed iniziative culturali ad esso legate.

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